A volte abbiamo bisogno di illuminare i nostri giorni con una preghiera, una riflessione, ma ci mancano le parole. Quante volte in questo mondo dominato dalla fretta, dal susseguirsi veloce di immagini sentiamo la necessità di fermarci e meditare in silenzio? Bastano pochi istanti, preziosi momenti che ci ridanno la giusta prospettiva delle cose. La lettura della Bibbia può realmente diventare cibo quotidiano dell’anima e modellare la nostra spiritualità. Però bisogna scendere dalla superficie e dedicare un po’ di tempo. Karl Barth affermava: “chi non ha tempo, non ha neppure eternità”. Un buon consiglio è quello di distribuire la lettura della bibbia nel corso della giornata (ad esempio la mattina appena svegli e la sera prima di coricarsi). Un valido aiuto è il lezionario “Un giorno una parola” (ed. Claudiana) che propone ogni giorno una lettura dall’antico Testamento e una dal Nuovo Testamento seguiti da un testo che può essere una preghiera, una meditazione, parole di un canto…

Leggere non è semplice, occorre imparare ad ascoltare, quindi non solo essere informati, ma lasciarsi interpellare. Soffermarsi sulle parole affinché diventino Parola da ascoltare. Bisogna lasciarsi leggere dalla Parola che entra nell’animo e da lì ci parla.

Infine, come Giovanni Calvino ammoniva, “la Parola di Dio non ci è data per insegnarci a chiacchierare, per renderci eloquenti e raffinati, ma per riformare le nostre vite”.

 


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