La chiesa Valdese di Mantova partecipa da anni ad una iniziativa chiamata “Viaggio nelle religioni della mia città” in collaborazione con il Centro di Educazione Interculturale della Provincia (oggi “Officina Intercultura”) insieme alle comunità baha’i, buddista, cattolica, protestante, ortodossa, ebraica , islamica , sikh, e alle scuole interessate.

L’esperienza risale al 2007, anno in cui alcuni insegnanti che nelle varie scuole della città si occupano di intercultura, si erano rivolti al Centro di Educazione interculturale della Provincia guidato dal dott. Gabriele Gabrieli per realizzare delle attività che riguardassero la convivenza delle varie realtà religiose presenti a Mantova, soprattutto dopo l’arrivo di tanti stranieri da varie parti del mondo e quindi tanti giovani inseriti nelle classi delle scuole locali.

In particolare questi insegnanti richiedevano il sostegno del Centro Interculturale per realizzare dei percorsi con gli alunni che li portassero ad incontrare i testimoni delle diverse religioni e possibilmente anche la visita ai luoghi di culto presenti sul territorio, luoghi di cui a volte non si conosce l’esistenza, indipendentemente dal fatto che siano presenze plurisecolari o di più recente insediamento.Una richiesta quindi ad uscire dalla propria aula, dalla propria scuola ed a mettersi in cammino, uno spostamento fisico, ma anche un invito ad andare alla scoperta di nuove relazioni.

Il viaggio, il pellegrinaggio, la scoperta, l’accoglienza costituiscono quindi il tema di fondo che caratterizza lo spirito dell’esperienza.

Questo viaggio si apre da dieci anni (nel 2017 sarà l’undicesimo) con un incontro in un luogo pubblico in cui si ritrovano alcune classi con i loro insegnanti ed i rappresentanti di varie comunità religiose. Più volte ci siamo incontrati nel cortile del museo Diocesano, in un angolo appartato di piazza Virgiliana, presso i giardini in Valletta Paiolo, nei giardini pubblici di Bancole, presso la scuola Martiri di Belfiore.

A questo incontro i rappresentanti delle varie comunità si presentano con in mano un bastone per indicare l’avvio del cammino e con brevi parole alle scolaresche che poi possono, divise in gruppi, rivolgere loro delle domande.

Momenti molto gioiosi, arricchiti da interventi musicali: le chitarre dei Baha’i, le trombe dei sikh, i tamburi di Mantova suonati dai rifugiati dall’Africa.

E poi uso di simboli che possono aiutare i bambini a comprendere meglio le situazioni ; quello sempre presente è un enorme riccio di legno che viene sistemato al centro del cerchio formato dai bambini; si racconta così la storiella di due ricci che hanno freddo nella tana; per provare a riscaldarsi cercano di avvicinarsi uno all’altro ma inizialmente si avvicinano troppo e così si pungono, solo dopo vari tentativi distribuiscono bene gli spazi e si riscaldano senza farsi male. La scuola è come la tana dove non sempre è facile creare i presupposti per una convivenza facile, ma che può essere piacevole e arricchente per tutti.

In una di queste giornate di avvio del viaggio ogni comunità si è presentata con un tipo di pane mescolandoli poi in un’unica cesta come simbolo di tutte le culture e di tutti i popoli , pane che poi è stato condiviso fra tutti.

Un’altra volta il rappresentante di ogni comunità ha versato un goccio d’acqua su un piccolo melograno perché cresca con l’apporto di tutti.

Proprio in questa occasione il presidente della comunità ebraica Fabio Norsa, oggi purtroppo scomparso, spiegò come il melograno sia uno dei simboli più importanti dell’ebraismo e ci disse.” Se apri il melograno trovi tanti semini che sembrano uguali, ma sono diversi, come noi per Dio che ci guarda dall’alto. A tenerli insieme è la polpa gialla. Per gli uomini è la Torah degli ebrei, ma può chiamarsi Vangelo Corano…

Dopo il momento di avvio del viaggio gli insegnanti interessati ( di solito insegnanti di religione e di lettere per le medie), richiedono, attraverso l’Officina dell’Intercultura, un appuntamento per visitare i luoghi dove si incontrano per pregare le varie comunità e quindi rivolgere domande a chi li ospita.

Alle comunità che non hanno un loro luogo di culto a Mantova, la Provincia in passato ha concesso l’uso di un locale dove Buddisti e Sikh hanno potuto incontrare i ragazzi.

I buddisti hanno anche incontrato alcune classi nella loro sede di Verona e i Sikh in quella di Novellara.

Oggi arrivano richieste di incontri da realizzare presso le scuole della provincia di Mantova, ma noi privilegiamo sempre l’incontro presso la nostra chiesa di Mantova e solo in casi eccezionali ci spostiamo nelle aule scolastiche.

Due anni fa, la pastora Laura è stata invitata in una classe terza della scuola media di Gonzaga e in marzo Danila andrà in una classe prima della scuola media di San Matteo delle Chiaviche impossibilitata a raggiungere Mantova.

In media ogni anno ci sono una decina di richieste di visita alla nostra chiesa per conoscerne la storia e il modo di vivere la fede secondo la confessione protestante Valdese ; le scolaresche sono di solito ricevute dal membro di chiesa Danila Dessy.


1 commento

fabrizio zerbini · 12 Novembre 2018 alle 22:01

il sito mi sembra bello,è stato opportuno farlo, e comunica bene l’idea che la chiesa valdese di mantova è una comunità aperta e dialogante con le altre realtà religiose e sociali del territorio mantovano. complimenti per il lavoro che avete fatto. è utile come strumento di comunicazione e di collaborazione all’interno del mondo evangelico

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